Questo scatto (vedi sotto) è frutto di molta pazienza e molta applicazione. Scattare una foto macro come questa può voler dire che si deve avere la pazienza di attendere quel momento esatto che dura un solo attimo.
A volte si perde il momento giusto solo perché abbiamo impostato male la macchina o perchè abbiamo dimenticato di accenderla (a chi non è mai successo). E’ per questo che in generale gli scatti vanno pianificati nel dettaglio.

Green caterpillar

La preparazione
Come prima cosa bisogna preparare tutto il necessario, cavalletto, obiettivo, tubi di estensione ecc. Poi si deve perlustrare il luogo per capire quale sarà il punto migliore per fare i nostri scatti. Questo vuol dire che dobbiamo verificare se il cavalletto sarà stabile, se  la posizione sarà comoda per scattare ecc. Bisogna controllare anche le condizioni della luce ambientale. Se siamo in una giornata assolata possiamo ritenerci molto fortunati, ma se la luce non è brillante forse è il caso di usare un flash e magari un pannello riflettente per diffondere la luce. Ma come faccio a fare tutte queste cose e a riuscire a cogliere anche il momento giusto per lo scatto?

Con un po’ di pratica si riesce a fare tutto con estrema velocità e naturalezza. All’inizio si fanno tanti tentativi, ma poi si trova la soluzione velocemente.

Lo scatto
Ma veniamo al momento dello scatto. Ci sono diverse possibili configurazioni per ottenere una buona foto macro, ma in tutti i casi è fondamentale che la foto risulti nitida. Per ottenere una foto nitida ci vuole mano ferma, o un buon cavalletto, e un buon obiettivo macro, possibilmente luminoso, altrimenti un buon flash. In questo video un esempio di approccio alla fotografia macro naturalistica.


L’attrezzatura
Ci sono diverse tecniche per fare buone fotografie macro. La prima è quella di usare un obiettivo macro. Ce ne sono di tutti i tipi, dal 35mm al 200mm, ma la cosa più importante è che sia luminoso, quindi con una apertura di almeno f2,8.

yq9p0087.jpg In alternativa si possono usare i tubi di prolunga, che permettono di ridurre la distanza minima di messa a fuoco della lente e quindi di avvicinarsi al soggetto. Lo svantaggio di questo approccio sta nel fatto che spesso si perdono gli automatismi per la messa a fuoco e che si riduce molto il piano di messa a fuoco anche con il diaframma molto chiuso. Inoltre più si allontana l’obiettivo dal corpo macchina più abbiamo bisogno di luce a parità di diaframma. Sarà quindi necessario anche un buon sistema di illuminazione.

CloseUp.jpg Un altro metodo è quello di usare le lenti close-up. Si tratta di vere e proprie lenti di ingrandimento che si applicano come dei filtri e che permettono di avere un fattore di moltiplicazione anche fino a +10. Non ci sono particolari controindicazioni con questo tipo di lenti e inoltre sono abbastanza economiche.

 

flashMacro.jpg Il flash è decisamente importante proprio per il fatto che spesso si utilizzano strumenti che riducono la luminosità degli obiettivi. Dotiamoci quindi di un flash esterno o di un sistema di illuminazione per foto ravvicinate. Ce ne sono tantissimi modelli in commercio, ma ci sono anche tante soluzioni fai da te che danno ottimi risultati.