Una delle cose più complicate ed impegnative per un fotografo è quella di organizzare in maniera efficiente il proprio catalogo di fotografie. Molti fotografi sottovalutano questa parte del proprio lavoro, ma se curata nel modo giusto, sicuramente a lungo termine risolve diversi problemi e perdite di tempo.

Quante volte ti sarà capitato di cercare invano una foto che ricordavi perfettamente di aver salvato da qualche parte, ma che non riesci assolutamente a ritrovare? Succede a tutti, anche ad i fotografi più esperti, perché effettivamente questa parte del lavoro è forse quella più lunga e noiosa.

Ma vediamo in pratica come è possibile rendere ordinato il caos.

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Lightroom è un potente strumento che ti da la possibilità di organizzare secondo le tue esigenze l’archivio fotografico e di adottare il criterio che più fa al caso tuo. Ci sono però alcune pratiche che sarebbe bene evitare ed alcune che invece sarebbe fondamentale adottare. Vediamo nello specifico di cosa sto parlando.

Il catalogo

Alcuni fotografi amano usare diversi cataloghi per archiviare le proprie foto. A mio parere è meglio usare un catalogo unico su cui archiviare le foto. Il primo motivo è legato al fatto puramente pratico di non dover cambiare catalogo per trovare quello di cui hai bisogno. La forza di LR sta proprio nel fatto di poter fare delle ricerche anche su cataloghi di dimensioni spropositate. Certo le prestazioni della macchina che hai a disposizione potrebbero essere messe a dura prova, ma non ricordo di aver mai avuto particolari problemi nonostante il mio catalogo contenga ben oltre le 70.000 foto.

Il secondo motivo è il vantaggio di poter fare un’unica ricerca combinando tutti i criteri che LR ti mette a disposizione e ricevere in un’unica risposta tutte le foto che rispondono a quei criteri.

Cartelle

Una delle pratiche più diffuse è quella di archiviare in cartelle che hanno la struttura temporale rispetto alla data in cui la foto è stata scattata. In poche parole si crea un primo livello con le cartelle che rappresentano l’anno, un secondo con il mese e un terzo con il giorno, oppure, come preimpostato in LR la prima con l’anno e la seconda con la data in formato internazionale (aaaa-mm-gg). Questa tra tutte le alternative possibili è ancora quella più efficace. Da una parte perché da un minimo di criterio alle nostre foto e dall’altra perché limita il sovrappopolamento di file in cartelle che spesso diventano accumulo indiscriminato di foto senza alcun criterio.

LR Cartelle

Se pensi che questo non sia il modo migliore vedremo più avanti che questo punto effettivamente è quello più discrezionale. Ovvero puoi adottare il metodo che ritieni più opportuno perché l’organizzazione fisica dei file è molto meno importante di quella logica (vedi prossimo punto). Infatti la posizione fisica dei file che inserisci nel catalogo ha un’importanza relativa; quello che davvero conta è catalogare bene le tue foto, cosa rappresentano, chi e cosa è raffigurato, dove ecc.

Parole chiave

Ecco perché molto più importante di dove cataloghiamo le foto è come lo facciamo. Quando cerchi una foto lo fai cercando una persona, un’oggetto, un luogo, ma queste informazioni non fanno parte dei dati intrinsechi della foto. Vanno imputati in fase di archiviazione e più lo fai dettagliatamente più riuscirai a ritrovare la tua foto un domani. Questa è la parte noiosa a cui facevo riferimento poco fa. Personalmente dedico molto tempo a questa fase ogni volta che importo le foto nel catalogo perché so perfettamente che altrimenti perderei molto più tempo nelle ricerche.

Se posso darti un consiglio su come scegliere le parole chiave da attribuire alle foto posso sicuramente dirti di descriverle al meglio. Oggetti, colori, luoghi, persone e tutto quello che ritieni rilevante nella foto dovresti inserirlo come parola chiave cercando di evitare di usare sempre le stesse chiavi altrimenti il tutto diventa controproducente. Mettere la stessa parola chiave su tutte le foto, infatti, è come non averla messa perché se cerco quella parola troverò ogni singola foto del catalogo.

Geolocalizzazione

Allo stesso modo è molto importante geolocalizzare le foto. Se hai una di quelle macchine fotografiche più recenti che hanno il GPS integrato il lavoro sarà pressoché fatto, ma se non c’è tramite LR è possibile associare tramite la mappa le coordinate del punto in cui è stata scattata la foto. Lo trovo molto utile quando cerco foto scattate in un determinato luogo. In questo modo non hai bisogno di parole chiave o di ricordare quando l’hai scattata, ma ti basta indicare un punto sulla cartina per avere il risultato atteso.

LightroomGeolocalizzazione

 

 

Conclusioni

In conclusione per gestire al meglio un catalogo di grandi dimensioni la cosa più importante è completare le meta-informazioni delle foto in modo da avere la possibilità di trovarla anche se ricordi un solo particolare, ad esempio se ho archiviato correttamente una foto (inserito tutte le parole chiave correttamente) che ritrae un bambino posso ritrovarla cercando genericamente “bambino” oppure, se ricordo il suo nome, cercando “Andrea”, o addirittura se l’ho georeferenziata, posso trovarla indicando la zona in cui l’ho scattata.

Ribadisco che la fase di catalogazione delle foto è molto importante anche se lunga e noiosa, ma è l’unico modo che ti permette di guadagnare tempo quando dopo anni hai bisogno di quella foto che proprio non ricordi dove hai messo.